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Fairplay come scuola di vita

Seguire le regole e le indicazioni dell’allenatore è di norma un dovere. Ignorarle a favore di un comportamento all’insegna del fairplay è notevole. A questo riguardo l’esempio significativo dell'esercizio di fairplay di un dojo di judo.

«ll più velocemente possibile per un tratto di dieci metri, a carponi, la palla portata solo con la testa, ruotare intorno a una sbarra e ritornare indietro», ecco la chiara indicazione dell’allenatore Kari Kunz ai suoi giovani allievi di judo. Si sono confrontati due gruppi per eseguire l’esercizio nel rispetto delle norme durante un primo percorso. Fin qui tutto bene. In un secondo giro, in un gruppo è stato tuttavia incoraggiato un comportamento sleale attraverso la concessione da parte dell’allenatore di utilizzare in parte anche le mani. Il risultato sorprendente: sebbene questo gruppo si sia dimostrato più veloce rispetto all’altro, ha ignorato le istruzioni dell’allenatore e ha invece eseguito anche questo esercizio in modo onesto e corretto.

«Il secondo esercizio è stato in realtà un «fiasco» completo, il che mi rende tuttavia molto orgoglioso», ha detto Kari Kunz, quando ha accennato all’azione. È stato bellissimo constatare come i miei allievi si siano comportati all’insegna del fairplay durante questo esercizio».

«Trasmettere valori ai bambini sotto forma di gioco si è finora dimostrato la cosa migliore», prosegue Kari Kunz. Su «cool and clean» è possibile trovare questi e molti altri tipi di esercizio per la comunicazione dei valori e la promozione delle competenze di vita nello sport.

Nella disciplina dello judo si impara il Ji-Ta-Kyo-Ei che definisce un principio morale. In altre parole: dall’aiuto reciproco si ottiene il benessere comune. «Cerco di trasmettere ai bambini questo stile di vita in modo che possano orientarsi anche al di fuori del dojo», afferma il responsabile di Judo.

 

Fonte immagini: Keystone / Kari Kunz
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