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Il pallone del rispetto

Il rispetto è uno dei tre valori olimpici, ma è anche il principio su cui si fonda «Couleur Respaix». Una squadra di calcio di tipo particolare, costituita da giovani immigrati che, grazie al pallone, riscoprono e imparano i valori del rispetto e della tolleranza reciproci.

Due elementi essenziali per la loro integrazione che sono anche alla base del primo principio della Carta Etica dello sport svizzero. Spirit of Sport ha incontrato gli iniziatori di questo progetto.

Nel 2017, una nuova squadra di calcio si è aggiunta al campionato della Ligue Romande de football. Questa squadra, «Couleur Respaix», è costituita unicamente da giovani immigrati di età compresa fra i 16 e i 18 anni, arrivati in Svizzera senza genitori e residenti in uno dei quattro centri di accoglienza gestiti dall’Istituto vodese per l’accoglienza dei migranti (Etablissement vaudois d’accueil des migrants, EVAM). «Questi giovani, provenienti dall’Afghanistan, dalla Somalia, dalla Guinea, dall’Eritrea, dalla Sierra Leone, o anche dal Marocco, non hanno punti di riferimento e spesso sono in cattive condizioni di salute», ci riferisce Renaud Villé, a capo del team dell’EVAM e segretario generale di «Couleur Respaix». Una constatazione condivisa nel 2016 dal medico dello sport, Stéphane Tercier. Sulla base di ciò, si è sviluppata una collaborazione e si sono unite le forze per mettere in piedi una squadra di calcio.

L’obiettivo è al contempo sanitario e sociale. Si tratta di offrire a questi giovani la possibilità di giocare a calcio per, da una parte, fare movimento e ritrovare uno stile di vita sano e, dall’altra, insegnare loro il rispetto. «Ciò che si apprende sul terreno di gioco durante gli allenamenti e le partite (rispetto delle regole, rispetto dell’arbitro, dei compagni di squadra, degli avversari e dell’allenatore) è essenziale per il processo di integrazione ed è ripreso in seguito nell’inserimento nel centro d’accoglienza», spiega Stéphane Cilione, educatore presso l’EVAM e responsabile della squadra «Couleur Respaix».

«All’inizio ci sono stati degli ostacoli, barriere linguistiche e culturali, ma lo spirito di squadra e la solidarietà si sono sviluppati rapidamente nel corso degli allenamenti. E in occasione delle partite, i giovani giocatori hanno dato prova di un fair-play esemplare», precisa ancora con orgoglio Stéphane, molto soddisfatto del bilancio della stagione 2017. Un bilancio positivo certamente mitigato sul piano della performance sportiva, ma molto soddisfacente sul piano sociale ed educativo. E questo è l’importante, ci dice. «Lo scopo è di farli partecipare, qualunque sia il loro livello calcistico. Non cerchiamo di fare di loro dei campioni, ma semplicemente dei giovani rispettosi.»

Forti di questa prima esperienza positiva, l’avventura di «Couleur Respaix» continua. La squadra prenderà parte al campionato 2018 della Ligue Romande a partire dal mese di aprile. Per quanto riguarda i giovani divenuti maggiorenni, sfortunatamente devono lasciare la squadra, ma saranno in grado di iniziare davvero la loro integrazione entrando eventualmente a far parte di un club della regione. D’altronde, gli atteggiamenti e soprattutto i comportamenti esemplari di questi giovani durante la stagione 2017 non sono passati inosservati e Stéphane è stato felicissimo di ricevere delle richieste dai club che desideravano accogliere i suoi giocatori.

Fonte immagini: EVAM / Couleur Respaix
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